Se potessi tenere d’occhio un solo numero per capire in tempo reale se il tuo hotel sta performando bene o male, quello dovrebbe essere il RevPAR.
Non il fatturato totale. Non il tasso di occupazione. Non la tariffa media. Il RevPAR è l’acronimo di Revenue Per Available Room: ricavo per camera disponibile. È lo standard internazionale del settore alberghiero per misurare l’efficienza commerciale di una struttura.
Perché il RevPAR è l’indicatore centrale
Immagina due hotel identici, 100 camere ciascuno, nella stessa città. Hotel A: 90% di occupazione, ADR 80 euro, RevPAR 72 euro. Hotel B: 65% di occupazione, ADR 130 euro, RevPAR 84,50 euro.
L’Hotel A ha il 90% di occupazione, in apparenza una performance ottima. Ma l’Hotel B genera il 17% in più di ricavo per camera disponibile. Il RevPAR lo rivela immediatamente; guardare solo l’occupazione avrebbe dato un’impressione sbagliata.
Le formule del RevPAR
Formula 1: RevPAR = Tasso di occupazione (%) × ADR (tariffa media)
Formula 2: RevPAR = Ricavi totali da camere ÷ Camere disponibili nel periodo
Le camere disponibili sono quelle che la struttura avrebbe potuto vendere nel periodo, indipendentemente dal fatto che siano state vendute. Per le strutture stagionali, il RevPAR va calcolato solo sui giorni di effettiva apertura, non sull’anno solare completo.
Esempio pratico
Hotel da 50 camere, sabato sera, 42 camere vendute, ricavo 5.040 euro. Occupazione = 42/50 = 84%. ADR = 5.040/42 = 120 euro. RevPAR = 84% × 120 = 100,80 euro per camera disponibile.
I tre confronti fondamentali
Un RevPAR di 65 euro è alto o basso? Dipende dal contesto. Il RevPAR diventa utile solo confrontato con:
- Il tuo storico: variazione anno su anno (YoY), per capire se stai crescendo
- Il budget: lo scostamento ti dice se sei in linea col piano, e la scomposizione in occupazione e ADR ti dice dove si è generato il gap
- Il competitor set: il Revenue Generation Index (RGI) confronta il tuo RevPAR con quello di un gruppo di concorrenti comparabili. RGI sopra 100 significa che stai guadagnando quota di mercato
RevPAR, ADR e occupazione insieme
Vanno sempre letti insieme. Lo stesso RevPAR può nascondere strategie opposte: una crescita di qualità (ADR su, occupazione stabile) è molto diversa da una svendita di volume (occupazione su, ADR giù).
I limiti del RevPAR
Il RevPAR ignora i costi (un RevPAR alto può coesistere con margini bassi), non include i ricavi accessori (ristorante, spa), non distingue il canale di distribuzione (una vendita diretta vale più di una OTA a parità di prezzo) e non distingue le tipologie di camera.
TRevPAR e GOPPAR
Per superare questi limiti si usano due indicatori complementari. Il TRevPAR (Total Revenue Per Available Room) include tutti i ricavi, non solo le camere. Il GOPPAR (Gross Operating Profit Per Available Room) è l’unico che tiene conto dei costi, ed è l’indicatore più onesto per valutare la redditività reale di una struttura.
Come rilevarlo nella pratica
I dati arrivano dal PMS: ricavi camere, camere disponibili, occupazione e ADR sono quasi sempre già calcolati automaticamente. Il problema reale è la frequenza: calcolare il RevPAR una volta al mese è troppo tardi per intervenire sul pricing. Per essere utile, dovrebbe essere disponibile ogni sera, confrontato con budget e anno precedente.
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